Lunedì, 20 Marzo 2017 11:09

LUCIO AVIGO, AZZURRO N. 179, SIMBOLO DEL RUGBY BRESCIANO

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Scompariva nel gennaio del 2008 una delle figure di spicco della pallovale bresciana, Lucio Avigo, Azzurro n.179, 11 caps con l’Italrugby.

Tallonatore, aveva debuttato in Azzurro il 29 marzo 1959 a Nantes contro la Francia. Nelle undici presenze azzurre vi è certamente da ricordare la partita passata agli annali come la Pasqua di Grenoble (14 aprile 1963) in cui l’Italia sfiorò la sua prima vittoria contro i transalpini, mancando l’obiettivo solo a tempo ampiamente scaduto (14-12 per i francesi).  Fece parte della rosa di giocatori che nel 1958 sostenne il tour in Gran Bretagna ed Irlanda, giocando contro London Counties (9-3), Blackrock (18-8) e Highfield (3-5) tre match no cap (nei primi cinque tour della Nazionale Italiana la squadra scese in campo con la denominazione di “Azzurri”, per il primo test match ufficiale si dovrà attendere la tournée del 1970 in Madagascar). Lucio, ha conquistato l’ultimo cap il 6 novembre del 1966 a L’Aquila superando la Romania 3 a 0.

Classe 1939 (è nato a Brescia il 2 febbraio), ha iniziato a calcare i campi da rugby a 13 anni, quando era studente delle scuole medie; non poteva, infatti, andare diversamente avendo come insegnanti personaggi quali Invernici e Rocchelli che gli fecero scoprire l’entusiasmo per il gioco.  Durante il periodo della leva militare, arriva la convocazione nella squadra della Polizia, le Fiamme Oro Padova che, all’epoca, vantava nel proprio organico i migliori giocatori italiani. Nei due anni di permanenza nella squadra della Polizia, vinse due Titoli consecutivi di Campione d’Italia. Nel 1961 Lucio tornò a Brescia dove giocò fino al 1968 frequentando con successo anche il corso federale per allenatori. Da tecnico rientra in squadra nel campionato 1971/1972.

Negli anni successivi pur non avendo più incarichi societari è stato sempre presente ad incitare sugli spalti il suo Rugby Brescia. Dagli Anni ’80 militò nelle fila della Old Rugby Brescia della quale divenne Presidente Onorario.

Ieri nella sua casa di Toscolano Maderno sul Lago di Garda abbiamo avuto il piacere di incontrare la moglie, Maria Rosa, che ha affidato alle cure de Il Museo del Rugby le maglie che scandiscono la carriera azzurra e di club del marito. Con esse alcune cravatte cui Lucio era particolarmente affezionato e due scarpini. 

Letto 51 volte Ultima modifica il Mercoledì, 22 Marzo 2017 11:52