Chi Siamo

Fondazione

Fango e Sudore, Il Museo del Rugby
Sede espositiva: Via Carpinetana Sud 144 (Il Cubo)
00034 Colleferro (Roma)

Nascita fondazione: 14 novembre 2012

 

 





IL MUSEO DEL RUGBY, FANGO E SUDORE
A DUE PASSI DA ROMA UN TESORO OVALE

A pochi chilometri da Roma ha sede una delle collezioni “ovali” più importanti al mondo. Sono, infatti, oltre quindicimila gli oggetti custoditi dalla Fondazione “Fango e Sudore, Il Museo del Rugby”, con sede a Colleferro.

Al centro della collezione le oltre millecinquecento maglie da rugby che coprono un arco temporale di oltre ottant’anni, dalla prima partita della Nazionale Italiana disputata a Barcellona nel 1929 ad oggi. Ognuna rappresenta una particolarità, ogni nome del donatore un mattone del grande edificio del rugby italiano costruito durante i confronti con altri movimenti rugbistici. La maglia è, infatti, spesso un reciproco dono fra due giocatori avversari, di solito con lo stesso numero di maglia, che si scambiano  il “il fango ed il sudore”, il rispetto: al vinto va la maglia del vincitore e viceversa.

Lo spazio espositivo si sviluppa su 400 metri quadrati, con nove sale suddivise per aree geografiche. Il museo ospita, inoltre, la mostra fotografica “Obiettivo Ovale” di Sabrina Conforti, le opere artistiche di Roberto De Pascale, le mostre personali dedicate ai Fratelli Vinci, padri fondatori del rugby romano ed in campo nella prima partita dell’Italia del 1929, e a Mario Battaglini, icona del rugby italiano.

Ad accompagnare il visitatore alla scoperta della storia del rugby mondiale, una vastità di cimeli delle diverse epoche e provenienze, tra cui fotografie, manifesti, trofei, gagliardetti, palloni, libri, cravatte, pins.

Nata sotto forma di collezione privata grazie alla passione di Corrado Mattoccia, ex giocatore di rugby ed anche presidente della società femminile Artena Rugby Red Blu, formazione partecipante alla massima divisione nazionale in rosa -  è divenuta fondazione nel novembre 2012.

Tra i suoi soci fondatori anche Giovanni “Nanni” Raineri, 22 caps Azzurri, che ha posto la “prima pietra” della collezione donando il suo personale patrimonio ovale, Mauro Bergamasco - diciassette anni in Azzurro, tredici edizioni del 6 Nazioni, cinque Mondiali disputati, record personali che fanno di lui non solo l’Azzurro più longevo ma l’unico ad aver partecipato a cinque rassegne iridate ed il secondo al mondo dopo Brian Lima (ala samoana) - che ha consegnato al Museo le maglie che scandiscono la propria carriera agonistica (Benetton Treviso, Italia, Stade Francais, Aironi e Zebre) ed una autentica “chicca”: lo Scudo di Brenno, trofeo che viene assegnato ai Campioni di Francia, vinto da Mauro nel 2007.

La fondazione ha ricevuto due importanti riconoscimenti dalle più alte cariche dello Stato: nel 2010 è stata insignita della medaglia di bronzo del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, e nel 2016 da quella del Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Pietro Grasso.

Il Museo del Rugby espone temporaneamente lungo lo Stivale. Il “tour” partito nel 2009 con la mostra di Milano in occasione del Test Match Italia-All Blacks, ha toccato Parma, Treviso, Rovigo, Roma, Prato, L’Aquila, Frascati (RM), Avezzano, Trieste, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Benevento, Sora (Frosinone), Buonconvento (SI), Agropoli (Salerno), Piacenza, Padova, Pistoia, Borgo San Lorenzo (Mugello), Villa Manin di Passariano (Codroipo, UD), Chioggia (VE).

 

Scopi della fondazione
La fondazione non ha scopo di lucro.

Essa ha lo scopo principale di favorire, sostenere e promuovere il gioco del rugby attraverso la raccolta di abbigliamento, palloni, accessori, gadget, gagliardetti, distintivi, bandiere, sciarpe, etc…; ovvero in termini più generali ogni oggetto, bene o materiale di qualsiasi natura e specie, appartenenti a glorie o campioni passati e recenti, nonché relativi o riconducibili al settore sportivo del rugby nazionale e internazionale, squadre di club, italiane ed estere.

In particolare eroga e gestisce servizi rivolti alla diffusione e promozione del gioco del rugby, mediante l’organizzazione di mostre, rassegne, convegni, dibattiti, incontri con personalità, manifestazioni culturali anche didattiche (amatoriali e ricreative), corsi, stage, manifestazioni sportive, pubblicazioni di periodici o di notiziari, realizzazione di audiovisivi, foto, gadget ed alto.

Favorisce l’esercizio di attività di interesse pubblico, privato e sociale nel campo sportivo e culturale. Organizza spettacoli, tornei, rappresentazioni, meeting e convention e ogni altro evento di carattere sportivo, educativo, culturale, ricreativo e di intrattenimento, gestendo tutti i servizi ad essi necessari e/o accessori, inclusi quelli pubblicitari, promozionali, di sponsorizzazione e di merchandising. Gestisce, ai soli fini del perseguimento degli scopi della fondazione, impianti sportivi, palestre, campi da gioco e strutture funzionali a quest’ultime nonché svolge ogni altra attività utile o necessaria per il fine indicato, nel rispetto delle leggi vigenti in materia.

La fondazione ha facoltà di stipulare convenzioni con Enti pubblici e privati.



IL MUSEO DEL RUGBY, FANGO E SUDORE
An oval treasure two steps from Rome

One of the biggest “oval” collections in the world is situated a few kilometers away from Rome. There are , in fact, more that fifteen thousand items guarded in the “Fango e Sudore, Il Museo del Rugby” ‘s foundation, based in Colleferro.

Core of the collection are the one thousand five hundred jerseys to cover over eighty years of history, from the first game of the Italian National team in Barcellona 1929 until today. Every jersey represent a particularity, every name of the giver a brick to form the big building of Italian rugby, built during confrontations with other federations. The jersey is, in fact, a mutual gift between two players, usually with the same number, they swap “mud and sweat” (Fango e Sudore), and the respect, to the winner goes the looser’s jersey and vice versa.

Born as a private collection thanks to Corrado Mattoccia’s passion, ex rugby player and also president of the female rugby club Artena Rugby Red Blu, competing in the highest female division, it became a Foundation in November 2012.

Within the founders appear Giovanni “Nanni” Raineri, 22 caps with the Azzurri, who placed the “first stone” of the collection giving his personal belongings and Italy and Zebre’s backrow Mauro Bergamasco, who gave to the museum the jerseys that followed his rugby career (Benetton Treviso, Italia, Stade Francais, Aironi and Zebre) and a true delicacy, Brenno’s Shield, trophy that is given to France’s Champions, that Mauro won in 2007.

Close to the champions of Italian and foreign rugby there are, match balls, trophies, pennants, pins, pictures, posters, books, match programmes, coming from all over the world.

The Museum - that received in 2010 the Bronze Medal from Republic President’s Giorgio Napolitano, and in 2016 the medal from President of Italian Republic Senate, Pietro Grasso -  expose temporarily all over the Country. The “tour” started in 2009 with the Milan’s exhibition as a show for the Italy – All Blacks game, went to Parma, Treviso, Rovigo, Roma, Prato, L’Aquila, Frascati (Rome), Avezzano, Trieste, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Benevento, Sora (Frosinone), Buonconvento (Siena), Agropoli (Salerno), Piacenza, Padova, Pistoia, Borgo San Lorenzo (Mugello), Villa Manin di Passariano (Codroipo, Udine), Chioggia (Venice).